Hormuz non è stato solo petrolio: cosa hanno prezzato davvero i mercati - FREE
Voglio fare un recap di tutto quello che è successo ai mercati durante la guerra Iran-USA. Sia dal punto di vista geopolitico che dei mercati.
28 febbraio 2026: attacchi militari sul territorio iraniano da parte di Israele e Usa. Motivo? attacchi preventivi, l'Iran stava aumentando troppo la propria capacità missilistica. E poi si sa, Israele considera l'Iran un nemico da sempre.
L'Iran risponde attaccando UAE.
Ci sono già da fare due considerazioni: l'AI, con Palantir, inizia ad entrare nel mondo della difesa come player centrale. Per la prima volta gli Emirati Arabi sono stati attaccati.
Lo stretto di Hormuz, un tratto di mare di 30 km in cui passa circa il 20% del traffico mondiale di petrolio, diventa centrale nello scontro.
Inizialmente le navi non passano a causa delle assicurazioni: essendo lo stretto direttamente coinvolto nello scontro, tutte le navi senza coperture specifiche war-risk, non sarebbero state rimborsate in caso di perdita del carico. E le stesse compagnie assicurative hanno bloccato questo tipo di assicurazione. Le navi sono quindi vincolate legalmente a non passare.
Dopo poche ore l'Iran chiude ufficialmente lo stretto, minacciando di attaccare le nave che ci fossero passate. Ufficializzando per la prima volta il controllo su quel pezzo di mare.
Sempre in quei giorni viene ucciso Ayatollah Ali Khamenei, guida politica e spirituale iraniana.
Iniziamo ad analizzare dal punto di vista macroeconomico quali sono le conseguenze.
Chi è esposto al petrolio che passa per lo stretto?
Asia: l'80% del petrolio che passa dallo stretto è diretto verso Cina, India e Giappone:
India: importa l'85% del petrolio.
Giappone: il 90%.
Cina: teoricamente è il più grande importatore ma ha delle alternative come Russia, Africa, America latina. Solo il 14% del petrolio cinese proviene dall'Iran.
L'Europa: dopo la guerra Russia - Ucraina non prende più petrolio dalla Russia mostrandosi esposta verso lo stretto.
Come reagisce il mercato?

Il Brent passa da $77 a $120 in pochi giorni.
L'azionario scende del 10%.
I bond giù.
E l'oro? Incredibilmente scende del 23%.
Risk-off totale su tutto. Unica cosa che si salva è il dollaro che inizia a salire.
Commento tecnico sull'oro: nel 2025 l'oro è salito del 65%, quindi le istituzioni sono uscite dall'oro per avere consolidare i profitti e avere più liquidità in questa fase di incertezza del mercato. Per cui non c'è stata fuga verso i beni rifugio.
La guerra continua ma diventa una guerra di resistenza: il costo per abbattere i droni iraniani da parte degli USA varia dai $500k ai $4M.
Costo di un drone iraniano? $35K.
Diventa un problema industriale.
Il tutto diventa difficile da gestire per gli USA. Sembra quasi che la guerra sia iniziata senza senza una vera e propria strategia, come se non si fosse pensato che l'Iran potesse effettivamente chiudere lo stretto.
Gli Stati Uniti hanno permesso che l'Iran prendesse ufficialmente il controllo dello stretto di Hormuz che prima era aperto a tutto il traffico navale.
Ora la situazione è molto difficile per gli Stati Uniti, sono in una guerra che costa troppo, le minacce classiche seguite dal TACO sembrano non funzionare verso un paese così politicamente schierato come l'Iran, i mercati stanno reagendo male e le mid-term si stanno avvicinando.
Trump non ha un modo chiaro per far finire la guerra mostrandosi vincitore.
Da qua in poi il cinema:
Sabato 21 Marzo 2026 Trump posta su Truth che avrebbe bombardato tutta l'Iran se non avesse riaperto lo stretto (è ufficialmente un crimine di guerra dichiarato da un Presidente degli Stati Uniti...). L'Iran di tutta risposta non solo non apre lo stretto ma attacca delle basi strategiche americane.
Lunedì 23 Marzo 2026 il mercato apre con il T-10y a 4,5%, il T-30y al 5,0% e il VIX sopra i 27. I 39 trilioni di debito degli USA non possono permettersi di avere il mercato contro con i tassi così elevati.
Dopodiché l'epic taco:

Nuovo post su truth (cancellato qualche settimana dopo) in cui si dice che i negoziati stanno andando bene.
Nasdaq +4,5%
Oil -15%
Oro da -10% a -1%

E nel mentre, 14 minuti prima dell' uscita del post qualcuno compra $1,6 miliardi di Nasdaq (+0,4%) che rivende poco dopo il posto con un guadagno di $60 milioni in pochi minuti.
In un conflitto in cui gli obiettivi appaiono sempre più sfumati, sembra che né gli Stati Uniti, ormai esportatori netti di petrolio, né l’Iran, che ha consolidato il proprio controllo sullo Stretto di Hormuz, ne stiano traendo un vantaggio evidente.
28 Marzo 2026 pare che l'America non abbia vie di uscita. Lo stretto è fermo e non passano navi. Se non passano navi il prezzo del petrolio aumenta. Se il prezzo aumenta e rimane alto per un periodo abbastanza lungo, l'inflazione in America si alza. L'Iran di contro risponde a tutte le provocazioni di Trump, addirittura mostrando Trump come pazzo, complici le smentite riguardo gli esiti positivi dei negoziati.
Heads-up: Pre-market so-called “news” or “Truth” is often just a setup for profit-taking. Basically, it’s a reverse indicator.
— محمدباقر قالیباف | MB Ghalibaf (@mb_ghalibaf) March 29, 2026
Do the opposite: If they pump it, short it. If they dump it, go long.
See something tomorrow? You know the drill.
30 Marzo 2026 Trump è troppo sotto pressione, il mercato dopo il breve rimbalzo del 23 Marzo è sceso troppo, le mid term si avvicinano, l'Iran non cede alle dichiarazioni pazze.
Una serie di fattori portano l'America a far finire il conflitto, cito, "la riapertura dello stretto non è più una condizione necessaria per far finire la guerra". Il mercato respira e continua a farlo per le 2 settimane successive, riportando la borsa sopra i massimi.
Ora voglio fare delle considerazioni che durante il conflitto sono passate in secondo piano:
- Questa è stata la prima volta in cui uno stato non ha ceduto alle dichiarazioni di Trump. L'Iran rispondendo alle "provocazioni" ha mostrato come gli Stati Uniti abbiano sempre bluffato nei casi precedenti. C'è una teoria che ha mostrato come, facendo dichiarazioni veramente estreme (come attaccare tutto l'Iran se entro 48ore lo stretto di Hormuz non fosse stato riaperto) porta gli altri paesi a temere di essere veramente disposti a tutto. L'Iran però vede il bluff e Trump fa il taco.
- Il problema dell'insider trading sta diventando veramente palese. E' sempre esistito e quello descritto nell'articolo è stato solo un esempio, ma andando a cercare si vede come su Polymarket vengano piazzate scommesse enormi pochi minuti prima di un attacco o di una dichiarazione di pace.
- Il ruolo della Cina: forse l'unico vincitore di questa guerra è stata la Cina, che non è mai intervenuta e non ha mai fatto nessuna dichiarazione. Dico forse perché ad un certo punto anche la Cina ha iniziato a soffrire per questa guerra, i paesi vicini, dipendenti dal petrolio iraniano, hanno iniziato ad importare di meno prodotti, indovinate da chi? dalla Cina.
Altro tema da sottolineare è come la Cina veda i propri partner come risorse e non come alleati. Non è affidabile. - Ora passiamo alle insight vere: ci sono stati certi livelli chiave che hanno portato Trump ad intervenire con mini-taco/post per rassicurare il mercato:
ogni volta che il Treasury 10y è salito sopra il 4.5%, il T30y sopra il 5.0% e il VIX sopra i 27/28, Trump è intervenuto per calmare il mercato. Ricordo che Trump ha perso consenso, probabilmente le mid-term non lo sosterranno. Non può permettersi di avere anche il mercato contro, dato che il mercato è guidato da Wall Street, Fondi internazionali e Finanziatori delle campagne politiche. - Gli Emirati Arabi, da sempre considerati sicuri, per colpa dell'America, sono stati bombardati (prezzi delle case scesi).
- L'AI è sempre più dentro la guerra.
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